MESE DI FEBBRAIO 2011
ATLETA: ALESSIA MARFELLA
Altezza: devo per forza rispondere a questa?????? 1,63 però se volete potete scrivere 1.75 in base al tempo!!!!
Attore preferito: Raoul Bova, Will Smith
Sportivo preferito: Leo Lo Bianco, Valerio Vermiglio, Gigi Mastrangelo
Soprannome: Eddy….. Marfy….
Riti scaramantici: Le mutande da partita!!!!!!!
Ciao Alessia, raccontaci la tua storia di atleta, da dove arrivi, dove hai giocato, quando hai iniziato e le tue esperienze pallavolistiche?
Nel lontanissimo 1995 quando frequentavo la 5 elementare il mio insegnante di ginnastica
( l’allenatore Dal Pont) per “vendicarsi” della mia poca voglia di partecipare alle sue lezioni, ha convocato i miei genitori dicendo loro di portarmi in quel di Settimo a far mini volley perché non avevo voglia di far attività sportiva.
Grazie a questa vendetta ho militato 1 annetto nella squadra di mini volley, ma sono passata subito all’under 12 sempre nella Pallavolo Settimo… sono rimasta li fino a quando un po’ di mie compagne si sono trasferite al Mantuetto, ad oggi Lasalliano Santa Giulia…più o meno a 14 anni facevo due campionati: l’under 14 con Il mantuetto e la 2 divisione con Pallavolo Settimo… dopodiché ho proseguito solo a Torino.
Sono rimasta al Lasalliano fino a 4 anni fa( dove militavano anche le mie attuali compagne Giulia Pedaci e Silvia Mondazzi) prima di approdare al Kolbe…
Devo tantissimo al mio primo allenatore Marco dal Pont per tutto ciò che di tecnico ho imparato!!!!e devo molto anche ai successivi allenatori del Lasalliano grazie ai quali la mia mentalità di gioco è cresciuta…
Che cosa rappresenta la pallavolo per te? Che cosa ti piace di più di questo sport?
La pallavolo è parte integrante della mia vita, delle mie giornate… la mia organizzazione ruota intorno agli orari dell’allenamento, alla squadra e alla passione che ho per questo sport..
L’ho sempre considerato uno stile di vita dove si mescolano sacrificio, duro lavoro, soddisfazioni e condivisione di eventi con la propria squadra.
L’impegno non solo fisico ma anche mentale può essere più “leggero” se condiviso da un gruppo di persone che vivono la pallavolo esattamente come me!!! Amo lo spogliatoio, il condividere gran parte di cose li dentro con le mie compagne, amo il gruppo che prevale sul singolo…
Fatti conoscere meglio dal pubblico raccontando qualcosa di te…studi, interessi e passioni extra-pallavolistici.
Sono laureanda in Servizio sociale penale e penitenziario, sono alla prese con la tesi!!che fatica!!!
Ma un ultimo sforzo…
Lavoro da sempre come animatrice per centri estivi con i bimbi delle scuole elementari nel periodo estivo, mentre il resto dell’anno è diviso tra il lavoro di assistente sociale presso un servizio per dipendenze e ripetizioni pomeridiane ai ragazzi delle scuole medie…
Il tempo libero, assicuro pochissimo, lo impegno nelle uscite con gli amici e nei viaggetti!!!!
Cosa ricordi della scorsa stagione? Una lunga cavalcata che si è conclusa con il salto di categoria…Raccontaci un po’ dalle tue parole la stagione passata: partite più belle, emozioni, ricordi, sensazioni, ecc.ecc.
Questa domanda mi lascia un po’ sconcertata….penso sia stato l’anno più bello, pallavolisticamente parlando, della mai carriera…emozioni a non finire…profumo di un gruppo solido e agguerito…
Le canzoni del cd pre partita, le risate, le cadute mie con la mia compagna ilaria…l’azione chiusa dopo vari scambi…tutto tutto…e il clima play off!!!!BRIVIDI
Il clima era di festa, gioia, duro lavoro e speranza..il tutto ha portato i suoi frutti!!!colgo l’occasione per ringraziare tutto il tifo accorso nei play off, la società che è sempre stata presente e oltre all’allenatore, che ha fatto di tutto per portarci ad ottenere soddisfazioni, le mie compagne dell’anno passato…..per i meravigliosi attimi vissuti!!!!!!!!!!!!!!!!
Parlaci un po’ dell’allenatore….
Ahia!!!!!siamo sicuri !!!!!!!eh vabbè prima o poi qualcuno dovrà dirglielo!!!!! A parte tutto il signor Marco Bruni Brunelli è una guida tecnica spaventosa, ha passione, la trasmette e ci crede fino all’ultimo pallone.. tecnicamente è molto competente, sa come far uscire il meglio da ogni singola giocatrice…la dedizione e la professionalità in persona!!!!!
Caratterialmente c’e da capire bene …nel senso che non lascia intravedere molto, forse perché troppo concentrato, o timido…a questo ancora non ho dato una risposta molto significativa!!!
Sicuramente disponibile ad ascoltare i milioni di problemi di una squadra femminile… e scusa Marco…… forse un po’ Permalosetto!!!!!
Nuova stagione…Serie D. Una stagione impegnativa, difficile, ma….
Cosa ne pensi?
Quando ho ricevuto la notizia del passaggio in serie D ricordo che ero al centro estivo e mi sono messa a piangere…è stata una gioia dopo il lungo percorso dell’anno passato..
Sicuramente ci si aspettava una stagione impegnativa, difficile e lunga, sia perché siamo le “ ultime arrivate” sia per la giovane età del gruppo..
Sarà un anno che regalerà piccole soddisfazioni ma che soprattutto ci farà maturate a livello mentale..
Il salto di categoria sembra sentirsi parecchio…Rosa non all’altezza tecnicamente e mentalemente? Cosa manca a questo gruppo?
Secondo la mia modesta opinione la rosa non è che non sia in grado tecnicamente ma semplicemente non si è ancora raggiunta la maturità di gruppo, di gioco di squadra.. mentalmente c’e da lavorare..
Il tuo ruolo…uno dei più difficili, ma anche più belli…quello di far “girare” l’intera squadra…
Penso di non essere in grado di svolger altri ruoli!!! Tecnica, gestione e testa!!!!sopratutto testa nel mio ruolo sono fondamentali… far girare la squadra e vedere che gli attaccanti mettono giù un pallone alzato da me è una soddisfazione immensa!!!! E come se quel punto fosse anche mio!!!!
Questo ruolo condiviso con la “super-giovane” Alessandra…Presente e futuro assieme. Parlaci un po’ del rapporto che avete instaurato tra di voi in questi due anni… Descrivici tecnicamente e caratterialmente la tua compagna?
Alessandra che per me è passata da Hulk a Dolly….che salto….con me ha un rapporto di assoluto complicità, ci confrontiamo sul nostro ruolo, sulle cose da mettere in pratica e sulla gestione della squadra..
La differenza di età, seppur notevole, non sembra esserci..parliamo di tutto, in modo molto sereno..
Caratterialmente Dolly è molto timida, bisogna ogni tanto darle lo slancio, ma è molto sicura, dolce e simpatica, col sorriso sulle labbra… Abbiamo i nostri piccoli segreti!!!!!!
Tecnicamente mi ricorda molto me quando avevo la sua età, più o meno … sta migliorando in tutto..lavorando potrebbe diventare un ottimo palleggio!!!!Parlasse un po’ di più in campo, nel bene e nel male!!!!
Che clima si respira al Kolbe? Società, dirigenti, allenatori?
La società è sempre presente, aiuta e gestisce abbastanza bene, fino all’anno scorso facevo parte del gruppo allenatori perché per due anni ho portato avanti il progetto mini volley per questa società…
I dirigenti sono variegati e diversi tra loro: “il nuovo” arrivato Franco Pautasso è un punto di riferimento per tutti!!!
Nicola e company anche…..un’aria molto serena di complicità e fiducia reciproca!!!!!
Infine sogni nel cassetto e progetti extrapallavolistici?
Progetti assolutamente la laurea che è abbastanza imminente… il lavoro per il quale ho studiato tantissimo….
La serenità!!!!!!
Grazie per l’occasione . Alessia
Grazie per l’intervista e per il tempo dedicatoci.
MESE DI SETTEMBRE 2010
ATLETA: GIULIA PEDACI
Altezza: 180 cm
Attore preferito: Al Pacino, Jack Nicholson, Mel Gibson, Dustin Hoffman, Robert De Niro
Sportivo preferito: Tai Aguero, Luigi Mastrangelo, Valerio Vermiglio
Soprannome: Giua
Riti scaramantici:
Ciao Giulia, raccontaci la tua storia di atleta, da dove arrivi, dove hai giocato, quando hai iniziato e le tue esperienze pallavolistiche?
Correva l’ anno 1993, frequentavo la seconda elementare e di pallavolo non ne volevo sapere. A dir la verità il rifiuto non era rivolto alla pallavolo di per sé,
ma più che altro alle bambine della mia scuola che già frequentavano il corso di minivolley e che , malauguratamente, facevano parte tutte della stessa classe e per di più quella “rivale” alla mia.
Grazie ai miei centimetri fui notata e “corteggiata” dall’ allenatore che seguiva il corso di minivolley, alla lunga cedetti scoprendo che quelle bambine (fra le quali militava la nostra Mindi)
non erano poi così malvagie. Così cominciò la mia carriera al “Centro Volley Lasalliano”. Gli anni del minivolley seguiti dai campionati giovanili rappresentano alcuni fra i ricordi più belli della mia infanzia,
non tanto per i risultati sportivi (che a dirla tutta non erano malaccio) quanto per il clima in cui ho vissuto il mio impegno sportivo, caratterizzato dalla serenità, dalla grinta, dalla coesione del gruppo,
basti pensare che alcune delle mie compagne di allora sono diventate e sono tutt’ ora fra le mie più grandi amiche.
Grazie alla società ho avuto la possibilità di partecipare a numerosi tornei organizzati anche all’ estero: Londra, Vienna, Barcellona, Amsterdam e di ospitare e quindi conoscere atlete di altri paesi.
Sono rimasta al Lasalliano per 14 anni, devo a questa società, ma in particolar modo al “mitico Gip”, che per chi non lo sapesse è un’ istituzione della pallavolo torinese, l’ atleta che sono oggi
e non mi riferisco tanto alle capacità tecniche quanto all’ approccio mentale al gioco, alla squadra, agli altri.
Nel 2007 sono approdata qui al “Kolbe”.
Che cosa rappresenta la pallavolo per te? Che cosa ti piace di più di questo sport?
La pallavolo, fin dagli inizi, è diventata parte integrante della mia vita: non riuscirei ad immaginare le mie settimane senza gli allenamenti e le partite, tanto che,
nei periodi di pausa, sto malvolentieri lontana dalla palestra, non vedendo l’ora che arrivi il momento di riprendere. Questo sport, dal mio punto di vista, corre su diversi binari che procedono
di pari passo: sicuramente è uno dei tanti modi per tenersi in forma, prevede un impegno su se stessi sia da un punto di vista fisico che mentale, coinvolge in modo profondo sul piano delle relazioni,
ma esprime il suo massimo fascino nell’ espressione corale: nella pallavolo l’ individualismo equivale alla sconfitta, è questa la cosa che mi piace di più. Dietro ad una stagione sta il lavoro di un gruppo,
di tante teste e tanti corpi impegnati per raggiungere un obiettivo comune. La condivisione del lavoro che si affronta in palestra, gli sforzi e l’ impegno comuni costituiscono il cemento delle relazioni
che si instaurano con le compagne, che spesso vanno ben oltre l’ ambito sportivo. Impegno sportivo e relazioni affettive creano quel mix che rende unici gli sport di squadra, primo su tutti il nostro.
Non è possibile, o almeno non lo è per me, esplicitare l’ emozione che segue ad un’ azione ben riuscita,
costruita con il massimo impegno di ciascun giocatore, e non è possibile per me fare a meno di quell’ emozione.
Fatti conoscere meglio dal pubblico raccontando qualcosa di te…studi, interessi e passioni extra-pallavolistici.
La pallavolo è protagonista della mia vita anche dal punto di vista lavorativo, ormai da qualche anno ho intrapreso l’ esperienza di allenatrice:
seguo i corsi di minivolley in alcune scuole elementari e dall’ anno scorso alleno un under 12 maschile. Anche quando vesto i panni dell’ allenatrice le parole d’ ordine rimangono le stesse: divertimento,
massimo impegno e rispetto dei compagni di squadra. Oltre alla pallavolo..Ho frequentato l’ interfacoltà in Educazione Professionale e, ben presto, sarò impegnata nella stesura della tesi … aiuto!!!
Da due anni lavoro come educatrice in una comunità per minori. Il poco tempo libero che resta a mia disposizione è dedicato agli amici e al divertimento ma quando posso cerco di fuggire dalla città.
Quest'anno hai avuto anche i gradi capitano… un ruolo di maggiore responsabilità e di maggiore interfacciamento squadra-allenatore. Cosa vuol dire per te questo?Quali sono le difficoltà?
Comincio con il dire che essere stata il capitano di una squadra come si è dimostrata essere quella del Kolbe 2009/10 è stata una grandissima soddisfazione e spero di aver rappresentato a dovere
tutte le mie compagne. Ad inizio stagione qualcuno mi disse che avrei dovuto essere “il termometro dello spogliatoio” ed io credo che questa definizione calzi a pennello per il ruolo del capitano.
Devo ammettere che le responsabilità e le difficoltà legate a questo ruolo si fanno sentire soprattutto nei momenti problematici, quando diventa fondamentale percepire i segnali
provenienti dallo spogliatoio
e utilizzarli nella maniera più opportuna per superare gli eventuali ostacoli. Una delle caratteristiche del Kolbe 2009/10
è stata quella di lavorare sempre e comunque con la volontà di superare i problemi, con la capacità,
dimostrata da tutti, di mettersi in discussione, di ascoltare e comprendere i punti di vista diversi dal proprio e credo
che questi siano stati tutti aspetti vincenti del nostro modo di lavorare. Da capitano e da atleta sono convinta
che nel nostro sport quando tutti mettono se stessi a servizio del gruppo le cose non passano che funzionare e bene!
Parlaci un po' della stagione appena conclusa…
Di fronte a questa domanda sono molteplici le emozioni con cui mi vedo costretta a confrontarmi: alcune le vivo con estremo piacere, altre con ancora in pizzico di amarezza. Che dire …?
È stata una stagione indimenticabile che ci ha regalato emozioni uniche che rimarranno per sempre e per sempre nostre. Abbiamo lavorato tanto e con grande orgoglio abbiamo raccolto
i risultati del nostro lavoro che ci saranno utili per affrontare la prossima stagione. Fin dal fischio conclusivo dell’ ultima partita in me, e sono sicura ci fosse anche in tutte le mie compagne,
sentivo già la voglia di trovarmi ancora una volta in campo. Colgo l’ occasione per ringraziare tutti
e per stringervi in un ultimo OBA OBA SOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
Parlaci un po’ dell’allenatore….
Marco Brunelli: un allenatore, un uomo, un enigma …
Uno degli aspetti che caratterizza il nostro Brunelli è senza dubbio la professionalità con cui veste i panni dell’ allenatore, tanto da rendere difficile poter intravvedere oltre.
La dedizione, l’ impegno e lo spirito di sacrificio con cui svolge il suo ruolo non possono far altro che motivare noi atlete a mettere in campo il meglio. Sopratutto da lui è arrivata la spinta a lavorare
nell’ ottica di superare tutti gli ostacoli
che ci si sono presentati davanti mettendo insieme le nostre risorse. Credo che abbia sempre messo la sua esperienza a servizio della squadra e della società, permettendoci di capire e sperimentare
in campo quanto sia importante il lavoro tecnico e tattico che sta dietro alla preparazione di ciascuna gara, a prescindere dalla categoria. Sono tante le cose che ci ha trasmesso nella stagione passata
ma credo e spero che anche lui
abbia avuto modo di migliorarsi attraverso il lavoro svolto con noi. Forse con difficoltà ma credo che abbia sempre cercato,
non sempre riuscendoci, di mettersi in ascolto di ciascuna giocatrice e della squadra intera.
Dall’ inizio della stagione di cose ne sono cambiate parecchie e senza dubbio sono stati parecchi anche i miglioramenti,
segnale del fatto che si sta lavorando nella giusta direzione. Pronto per una nuova stagione Coach? Noi si!!!
Buon Lavoro!
E arrivata la serie D…Cosa ne pensi? Come vedi la prox. Stagione alle porte?
Gioco a pallavolo da anni e ovviamente giocare un campionato di serie D non può che lusingarmi, ma oserei dire : BANDO ALLE CIANCE!!!
Penso che sia ora di mettersi al lavoro, senza smettere praticamente mai. Ci aspetta una stagione sicuramente dura e voglio sperare che avremo modo di dire la nostra.
FORZA KOLBE!
Quali sono i tuoi obiettivi personali per la prox. stagione?
Gli obiettivi personali riguardano il miglioramento di tutti i gesti tecnici che caratterizzano il mio ruolo ma credo che rientrino nell’ obiettivo comune a tutta la squadra:
lavorare tanto e bene per arrivare alla migliore espressione di gioco possibile e alla formazione di un gruppo coeso e quindi competitivo.
Che clima si respira al Kolbe? Società, dirigenti, allenatori?
Mi piace l’ aria che si respira al Kolbe, soprattutto quella profumata quando nel ristorante di fianco alla palestra preparano carne alla griglia …
Tornando seri … Entro in palestra quasi sempre con il sorriso che durante gli allenamenti si contrae un po’ ma senza mai spegnersi. Intorno a noi giocatrici si percepisce l’ impegno
di tutti i componenti della squadra in senso allargato. I momenti in cui ci si ritrova, ad esempio per cene post partita, sono caratterizzati dalla voglia di condividere qualcosa che vada anche un po’ oltre
il lavoro in palestra.
Infine sogni nel cassetto e progetti extrapallavolistici?
Fra le priorità c’è sicuramente il conseguimento della laurae e poi si vedrà.
Grazie per il tempo concesso..
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